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Ottiche per telecamere industriali: telecentriche, a focale fissa e a 360° a confronto

Ottiche per telecamere industriali: telecentriche, a focale fissa e a 360° a confronto

Ottiche per telecamere industriali: telecentriche, a focale fissa e a 360° a confronto

La scelta delle ottiche per telecamere industriali è uno dei fattori più determinanti per la qualità dell'immagine, l'accuratezza della misura e l'affidabilità complessiva di un sistema di machine vision.

Opto Engineering progetta e produce tre grandi famiglie di lenti per visione artificiale, ciascuna pensata per uno scenario applicativo specifico:

  • le ottiche telecentriche, indispensabili nelle misure dimensionali ad alta precisione perché eliminano l'errore di parallasse e mantengono ingrandimento costante;
  • le ottiche a focale fissa (entocentriche), versatili e ideali per un'ampia gamma di applicazioni di ispezione e controllo qualità, tipicamente con attacco C-mount;
  • le ottiche a 360°, che consentono di ispezionare in un'unica acquisizione la sommità, le pareti laterali o le cavità interne di oggetti cilindrici o cavi.

In questa guida vengono analizzate caratteristiche tecniche, vantaggi e applicazioni tipiche di ciascuna tipologia, fornendo criteri pratici per selezionare l'ottica più adatta al proprio processo di ispezione e per ottimizzare le prestazioni del sistema di visione.

Il ruolo dell’ottica in un sistema di visione industriale

In un sistema di visione artificiale industriale, l'obiettivo non è un accessorio della telecamera, ma il vero punto di partenza progettuale: determina cosa il sensore vede, con quale fedeltà geometrica, con quale risoluzione effettiva e quale robustezza rispetto alle variazioni di posizione.

In questo articolo si illustrano in modo strutturato le tre principali tipologie di ottiche industriali offerte da Opto Engineering®, telecentriche, a focale fissa e a 360°, confrontandole su principi ottici, prestazioni e ambiti di utilizzo. L'obiettivo è guidare progettisti, OEM e system integrator nella scelta più coerente con il proprio task di ispezione, misura, guida o controllo qualità.

Per orientare la lettura, l’articolo si sviluppa rispondendo alle seguenti domande:

  • Perché la scelta dell'ottica è strategica in un sistema di visione industriale?
  • Cosa sono le ottiche telecentriche e quando vanno preferite?
  • Come si caratterizzano le ottiche a focale fissa e in quali applicazioni sono ideali?
  • Quali sono le ottiche a 360° e quali applicazioni di ispezione risolvono?
  • Ottiche telecentriche vs focale fissa: quali criteri usare per scegliere?
  • Come ottimizzare la risoluzione dell'immagine industriale partendo dall'ottica?

Perché la scelta dell'ottica è strategica in un sistema di visione industriale.

In un sistema di visione artificiale, le prestazioni complessive non dipendono solo dalla telecamera, ma dall'interazione tra sensore CMOS, dimensione dei pixel, illuminatore e, soprattutto, lente. È l'ottica che proietta sul sensore l'immagine dell'oggetto: una scelta non ottimale introduce distorsione, errori di prospettiva ed effetti di parallasse che nessun algoritmo software può recuperare a posteriori senza perdita di accuratezza.

Opto Engineering è riconosciuta come uno dei leader mondiali nella tecnologia telecentrica e nelle lenti speciali con vista a 360°, con oltre vent'anni di esperienza nella progettazione, produzione e assistenza di componenti per la machine vision. La sua offerta copre l'intera gamma di componenti di visione artificiale: ottiche, telecamere matriciali e lineari, illuminatori a LED e software di imaging.

La regola pratica è semplice: prima si definisce il task di visione (misura, ispezione superficiale, lettura codici, guida robotica, etc.), poi si individua la famiglia di ottiche più coerente, infine si dimensionano risoluzione del sensore, illuminazione e campo inquadrato. Da qui partono i tre grandi rami tecnologici offerti da Opto Engineering.

Cosa sono le ottiche telecentriche e quando vanno preferite

Le ottiche telecentriche sono progettate in modo che i raggi principali siano paralleli all'asse ottico nello spazio oggetto (telecentriche lato oggetto) e, nei modelli più evoluti, anche nello spazio immagine (bi-telecentriche). Il risultato è un comportamento radicalmente diverso dagli obiettivi entocentrici tradizionali: l'ingrandimento resta costante anche se l'oggetto si avvicina o si allontana dal sensore, la distorsione è pressoché nulla e l'errore di parallasse (prospettico) viene neutralizzato.

Questa caratteristica le rende il componente chiave di qualunque applicazione in cui si richieda misurazione di precisione e metrologia non a contatto. Per oggetti tridimensionali o posizionati con tolleranze meccaniche imperfette, una lente entocentrica introdurrebbe errori dimensionali dovuti alla prospettiva: con un obiettivo telecentrico, invece, le dimensioni rilevate restano stabili. Opto Engineering offre un'ampia gamma di ottiche telecentriche e bi-telecentriche per sensori matriciali e lineari, con modelli classici, compatti, piatti e configurazioni speciali. La famiglia comprende anche obiettivi telecentrici con lenti liquide integrate (serie TCEL), telecentrici a doppio ingrandimento (TCDP PLUS) e i telecentrici compatti CORE, sviluppati per applicazioni di misura dove gli ingombri sono critici, come ad esempio nei settori del beverage e del packaging.

Le applicazioni tipiche includono il controllo dimensionale di parti meccaniche tornite, la misura di profilati, ingranaggi e componenti elettronici, l'ispezione di display a schermo piatto, la verifica del livello di riempimento di bottiglie e l'ispezione di tappi e fiale farmaceutiche. L'abbinamento con un illuminatore telecentrico, come l'LTCLHP (oppure nella sua versione compatta LTCLHP CORE), permette di estendere la profondità di campo e migliorare ulteriormente l'accuratezza ottica.

Come si caratterizzano le ottiche a focale fissa e in quali applicazioni sono ideali

Le ottiche a focale fissa rappresentano la famiglia più versatile e generalista del catalogo Opto Engineering. Sono lenti per visione artificiale disponibili per sensori di piccole, medie e grandi dimensioni, con varie lunghezze focali, aperture (f-number) e risoluzioni. La maggior parte di questi obiettivi adotta l'attacco standard C-mount, lo standard de facto della machine vision industriale, e copre formati sensore da 1/3″ fino a 1.1″ e oltre.

Il catalogo include serie come EN2MP, EN5MP ed EN-12RT, pensate rispettivamente per telecamere da 2, 5 e 12 megapixel, con lunghezze focali tipiche da 8 mm fino a 75 mm e diaframmi regolabili. A queste si aggiungono ottiche speciali con tecnologia a lenti liquide integrata comandata da remoto per messa a fuoco rapida e automatica, obiettivi per applicazioni SWIR e UV, ottiche con regolazione Scheimpflug e lenti macro a distorsione contenuta per ispezione ravvicinata.

Le applicazioni di queste ottiche industriali C-mount sono trasversali: ispezione superficiale per la rilevazione di graffi, ammaccature, contaminanti o difetti estetici; lettura di codici 1D, 2D e DataMatrix; verifica di presenza/assenza di componenti; controllo di etichette e stampe; guida robotica e applicazioni di pick-and-place; ispezione di schede elettroniche, packaging alimentare, farmaceutico e cosmetico.

A differenza delle ottiche telecentriche, queste ottiche introducono prospettiva, quindi non sono adatte alla metrologia precisa; è inoltre importante considerare la distorsione (anche se spesso è calibrabile) e assicurarsi che MTF e risoluzione siano coerenti con il pixel size della telecamera scelta.

La loro forza risiede nel rapporto tra prestazioni ottiche, flessibilità di configurazione e costo. Nei sistemi di visione, le ottiche a focale fissa sono tipicamente impiegate per applicazioni di ispezione superficiale, mentre ottiche telecentriche vengono selezionate quando è richiesta elevata accuratezza nelle misure dimensionali. Come testimoniato da casi applicativi, le telecamere industriali ITALA di Opto Engineering da 5 MP e 12 MP vengono abbinate a ottiche a focale fissa per l’ispezione superficiale e ad ottiche telecentriche per la metrologia.

Quali sono le ottiche a 360° e quali problemi di ispezione risolvono

Le ottiche a 360 gradi per ispezione rappresentano una delle innovazioni più distintive di Opto Engineering. Risolvono un problema strutturale nei sistemi di visione: l’ispezione di oggetti cilindrici o assialsimmetrici come bottiglie, lattine, fiale, tappi, contenitori, viti o fori filettati per i quali i difetti possono comparire in qualsiasi posizione lungo la superficie e non sono prevedibili né in posizione né in orientamento.
Per garantire un’ispezione affidabile è quindi necessario acquisire l’intera geometria a 360° in un’unica immagine, comprendendo simultaneamente superfici laterali, sommità o fondo e, ove richiesto, cavità interne. In assenza di una vista completa, il sistema richiederebbe configurazioni multicamera o la rotazione del pezzo, con un aumento significativo di complessità, costi e criticità di sincronizzazione.

La famiglia comprende diverse ottiche, basate sulle seguenti tecnologie principali:

  • Obiettivi pericentrici (serie PC e PCCD): forniscono in un'unica immagine la vista superiore e le viste laterali esterne di oggetti con diametri da 2 a 65 mm (serie PC) e da 7.5 a 75 mm (serie PCCD), ideali per ispezione di tappi, colli di fiale, lettura DataMatrix e controlli farmaceutici, beverage, automotive e metallurgici.
  • Obiettivi per ispezione fori (serie PCHIL): sono ottimizzati per fondo e pareti interne con campo curvo e profondità di fuoco estesa, con angolo di vista pari ad 82°. Il modello PCHIL3M estende le prestazioni a sensori fino a 1.1″ ed è disponibile sia con messa a fuoco manuale sia con tecnologia a lenti liquide integrata per autofocus rapido.
  • Obiettivi ipercentrici (serie HC): permettono l’ispezione dell’interno di cavità osservando dall’esterno attraverso aperture ristrette quali colli di bottiglia, lattine, tubi e fori filettati. Sono disponibili anche in versione nano (HCN) per cavità da 0,75 mm a 10 mm di diametro.
  • Ottiche multi-specchio (serie PCPW, TCCAGE): generano viste multiple della superficie laterale in un’unica immagine, restituendo viste laterali multiple in un'unica inquadratura.

I vantaggi pratici delle ottiche a 360° sono molto concreti: riduzione del numero di telecamere, nessun software di image-matching tra immagini diverse, maggiore compattezza del sistema, integrazione semplice in linea perché gli oggetti possono scorrere sotto l'obiettivo senza necessità di rotazione meccanica.

Ottiche telecentriche vs focale fissa: quali criteri usare per scegliere

Il confronto ottiche telecentriche vs focale fissa non si risolve con una graduatoria di qualità, ma con la coerenza tra ottica e task di visione. Le due famiglie risolvono criticità differenti.

Le ottiche telecentriche sono la scelta corretta quando:

  • l'applicazione richiede misure dimensionali con tolleranze strette e ripetibilità sub-pixel;
  • l'oggetto ha geometria 3D pronunciata o non è perfettamente posizionato sul piano di lavoro;
  • è necessario eliminare effetti di parallasse e mantenere ingrandimento costante.

Le ottiche a focale fissa (entocentriche) sono la scelta corretta quando:

  • il task è di ispezione superficiale, lettura codici, presence/absence o controllo qualità estetico;
  • il budget e gli ingombri devono essere contenuti;
  • la prospettiva non introduce errore critico.

Le ottiche a 360° entrano in gioco quando:

  • è richiesta un’ispezione di superfici laterali/interne in un’unica acquisizione;
  • si vuole semplificare il layout della macchina sostituendo interi sistemi multicamera con un singolo obiettivo.

Nelle applicazioni reali, queste tre famiglie trovano impiego in diverse stazioni di uno stesso sistema di visione: un’ottica telecentrica per misure dimensionali ad alta accuratezza, una lente a focale fissa per acquisire informazioni qualitative sulle superfici e un’ottica a 360° per l’ispezione completa di geometrie cilindriche o cavità, il tutto supportato da telecamere matriciali ad alta risoluzione.

Come ottimizzare la risoluzione dell'immagine industriale partendo dall'ottica

Ottimizzare la risoluzione dell'immagine industriale non significa solo aumentare i megapixel della telecamera: significa garantire che ogni pixel del sensore raccolga informazione utile. La risoluzione effettiva del sistema dipende dall'accoppiamento ottica-sensore, ovvero dal potere risolutivo della lente rispetto alla dimensione del pixel del sensore CMOS impiegato.

Un sensore da 12 MP abbinato a un obiettivo non adeguato può risultare limitato dal potere risolutivo e dal contrasto trasferito dall’ottica (MTF), producendo un’immagine nominalmente ad alta risoluzione ma con informazione utile ridotta. In tali condizioni, un sistema da 5 MP correttamente dimensionato rispetto alla dimensione del pixel e all’ingrandimento ottico può fornire prestazioni equivalenti o, in alcuni casi, superiori.

Alcuni criteri pratici per la selezione dell’ottica in un sistema di visione, coerenti con l'approccio di Opto Engineering:

  • definire l’ingrandimento in funzione del campo inquadrato (FOV) e della distanza di lavoro, in modo coerente con la geometria dell’applicazione;
  • verificare che la dimensione del pixel, in combinazione con l’ingrandimento ottico, consenta di rappresentare il difetto minimo con un numero di pixel sufficiente per un’analisi affidabile;
  • scegliere ottiche con risoluzione (MTF) adeguata alla dimensione del pixel del sensore e dimensionate per il formato reale, evitando vignettatura, perdita di nitidezza ai bordi e mismatch ottica‑sensore;
  • valutare profondità di campo (DOF) e distanza di lavoro considerando che la nitidezza e il contrasto non sono uniformi lungo tutta la DOF e degradano agli estremi;
  • progettare l’illuminazione come parte integrante del sistema, in funzione dell’ottica e del tipo di difetto da rilevare: illuminazione telecentrica o collimata per misura in trasmissione (diascopia), diffusa o coassiale per ispezione superficiale, direzionale per evidenziare rilievi e texture.

Per applicazioni complesse, Opto Engineering mette a disposizione strumenti di selezione (webtools) che supportano il dimensionamento dell’accoppiata ottica–sensore in funzione di campo visivo, distanza di lavoro e risoluzione richiesta. In quanto produttore di componenti del sistema di visione, l’azienda affianca il progettista nella definizione dell’architettura, assicurando coerenza tra ottica, sensore e illuminazione e mettendo a disposizione strumenti software sia per la configurazione sia per l’elaborazione delle immagini.

Come orientarsi nella scelta

Le tre famiglie di ottiche per telecamere industriali descritte rispondono a esigenze tecniche diverse: non sono alternative ma complementari.

Le ottiche telecentriche restano lo standard di riferimento per la metrologia non a contatto e la misura dimensionale ad alta precisione.

Le ottiche a focale fissa garantiscono la flessibilità necessaria per la maggior parte dei task di ispezione generale, controllo qualità e lettura di codici.

Le ottiche a 360° permettono l’ispezione completa di oggetti cilindrici in un’unica acquisizione, includendo superficie laterale, pareti interne/esterne e parte superiore o fondo. Questo elimina la necessità di sistemi multicamera o di rotazione del pezzo, rendendo la soluzione più compatta, semplice e meno costosa rispetto agli approcci tradizionali.

La selezione corretta nasce sempre da una valutazione integrata di task di visione, geometria dell'oggetto, risoluzione richiesta, distanza di lavoro e illuminazione: ed è in questa fase progettuale che l'esperienza ultraventennale di Opto Engineering nella machine vision rappresenta il valore aggiunto più importante per OEM, system integrator e Power End User.

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Pubblicato il
giugno 29, 2026